Giovanni Malago, presidente della FIGC, e convinto di aver preso la decisione corretta quando ha bloccato la nomina di Andrea Pirlo come commissario tecnico della Nazionale italiana. Il dirigente ha inoltre confermato che la maggioranza dei club di Lega Serie A preferiva Antonio Conte, prima che Roberto Mancini accettasse l’incarico “quasi senza leggere il contratto”.
Malago ha ripercorso i passaggi che hanno portato al ritorno di Mancini sulla panchina dell’Italia in un’intervista a La Gazzetta dello Sport, in una giornata caratterizzata da diverse dichiarazioni importanti sul futuro della FIGC.
Nello stesso giorno, Paolo Maldini ha parlato al Corriere della Sera della sua breve esperienza come direttore tecnico della federazione e del progressivo deterioramento dei rapporti con Malago. Poiche le due interviste sono state pubblicate nella stessa mattinata, a Malago non e stato chiesto di rispondere direttamente alle parole dell’ex difensore.
Il presidente della FIGC ha pero spiegato di voler incontrare Maldini e Leonardo dopo la fine dell’estate.
“Lo vedro dopo le vacanze. La loro decisione di farsi da parte fa parte di quella che io chiamo ‘linearita di comportamento’, e andata cosi”, ha detto Malago a La Gazzetta dello Sport.
La scelta di non nominare Pirlo
Malago ha poi chiarito il ruolo avuto nel fermare la candidatura di Pirlo come allenatore dell’Italia, una vicenda che porto successivamente alle dimissioni di Maldini.
“Era tutto fatto, credetemi”, ha affermato. “Tutto era pronto per il suo annuncio, poi e uscita la storia della collaborazione di Andrea con il sito russo di scommesse. Cosa avrei dovuto fare? Non ho dormito mentre succedeva tutto questo, ma alla fine sono convinto di aver preso la decisione giusta.”
Il presidente federale e stato interrogato anche sulla scelta di parlare pubblicamente dell’interesse dell’Italia per Pep Guardiola, nonostante in quel momento l’eventuale accordo fosse ancora lontano dall’essere concluso.
“E perche non parlarne quando la notizia su Guardiola era diventata di dominio pubblico?”, ha risposto. “Portare Pep sulla panchina degli Azzurri era in linea con la filosofia di Paolo e Leo. Voi, la Gazzetta (dello Sport), avevate pubblicato indiscrezioni sulla possibilita che Guardiola accettasse il ruolo di commissario tecnico. Siamo nel 2026: se iniziano a circolare immagini di Maldini e Leonardo a Barcellona, i dadi sono tratti, e impossibile nascondere le prove.”
Alla fine, la federazione ha scelto Mancini come commissario tecnico, affiancandogli Claudio Ranieri nel ruolo di direttore tecnico della FIGC.
“La decisione e condivisa anche con Claudio. Mancini conosce bene l’ambiente, conosce la maggior parte dei ragazzi e sa valorizzare i giovani. Parlando dei giocatori, molti di loro mi hanno scritto nelle ultime settimane per dirmi che sarebbe stato l’allenatore migliore. Non c’e stato soltanto il messaggio di Donnarumma, di cui vi avevo gia parlato”, ha aggiunto Malago.
Il presidente ha minimizzato anche il peso della sua lunga amicizia con Mancini nella scelta.
“Ci conosciamo da molto tempo. Abbiamo giocato un paio di partite tra ‘vecchie glorie’ al club, ma non ci eravamo mai incontrati davvero. Questa narrazione non ha senso: non c’e bisogno di spiegare una scelta che in questo momento e la piu logica.”
Malago ha infine insistito sul fatto di aver contattato Mancini soltanto dopo che la candidatura di Pirlo era diventata impraticabile.
“L’ho chiamato soltanto dopo che la vicenda Pirlo si era conclusa”, ha detto. “‘Si, me la sento’ e stata la sua risposta e ha anche risposto alle domande sulla rottura del rapporto con la federazione quando aveva lasciato per andare in Arabia Saudita. Vi dico una cosa: ha firmato il contratto immediatamente, quasi senza leggerlo.”
Malago ha riconosciuto che la maggioranza dei club di Lega Serie A avrebbe voluto Conte, pur precisando che la posizione non era unanime.
“Non tutti lo volevano, a dire la verita, ma la maggioranza si, questo e vero: volevano che scegliessimo Antonio.”